Alessandro

Ho 48 anni e la prima volta che ho visto la nostra Lazio ne avevo solo 3. Infatti insieme al mio papà, la domenica andavamo in Curva Nord a vedere i nostri beniamini. Certo a quell'epoca non mi importava molto, ma mi divertivo a correre su e giu sotto la curva. Con il passare degli anni,però, il mio cuore si è tinto sempre più di biancoceleste e a 11 anni ero una laziale fatta e finita. Nonostante fossero tempi bui, per me i giocatori della Lazio erano i migliori (vi dicono niente: Cei, Pagni, Carosi, Zanetti, Bartù, ecc...?) e ogni domenica ero lì sugli spalti insieme al mio papà a gridare Forza Lazio. Purtroppo, a soli 46 anni, mio padre ci ha lasciati: l'anno prima che la Lazio vincesse il primo scudetto. Ricordo ancora quel Lazio-Foggia, la mia gioia e le mie cocenti lacrime per non aver potuto festeggiare insieme a lui quell'immensa gioia. Stesse lacrime che, a distanza di anni, ho riversato in occasione dei nostri grandi successi. Il mio sguardo questa volta è, però, andato verso il cielo, perchè ero sicura che lassù anche lui stava festeggiando insieme a noi, con tanti altri laziali come lui e, magari con tanto di cappello e sciarpetta biancoceleste. Grazie papà di avermi fatto diventare laziale, grazie di avermi trasmesso questa fede che io oggi ho cercato di trasmettere alle tue nipoti, grazie di essere esistito e di essere sempre presente vicino a me.

 

Il 22 Dicembre del 1972 la sua stella brilla nel cielo biancoceleste.